Intelligenza artificiale in versione natalizia, MIPU e il Natale

Intelligenza artificiale in versione natalizia, MIPU e il Natale

I nostri migliori auguri per il 2019

Cosa c’entra l’ intelligenza artificiale con il Natale? Ci avviciniamo alla fine del 2018 e, come all’arrivo di ogni fine, è tempo di bilanci. Anche il nostro primo ciclo di riflessioni giunge al termine. Durante questo anno vi abbiamo mostrato quali siano i possibili rischi di un utilizzo non etico dell’intelligenza artificiale, e quali siano le azioni da poter mettere in campo per prevenirli.

L’anno sta finendo e il natale è alle porte. E’ tempo di regali, di renne magiche e di un vecchio signore che vola nel cielo sopra una slitta. Quello che ci stiamo chiedendo è se il Natale continuerà a ricondurre a questo immaginario anche nell’era del 4.0.
Come lo vivono le nuove generazioni? Desiderano ancora palloni da calcio e caramelle, oppure preferiscono Tablet e strumenti tecnologici? La risposta a questa domanda è assolutamente banale, è abbastanza scontato che i desideri si muovano in base alle offerte del mercato, e che se il mercato offre questi nuovi strumenti, anche i più piccoli vogliano essere aggiornati. Tuttavia la riflessione vuole essere più ampia.

Al di là delle preferenze sui regali, e del significato più o meno commerciale e più o meno religioso di questa giornata, quello a cui stavamo pensando è proprio l’immaginario. Non è un mistero che coca cola ne abbia modificato l’aspetto, e che il rosso natalizio del vestito di Babbo Natale non sia servito ad altro se non ad alimentare un Brand commerciale. Cosa comporterà uno strumento potente come l’intelligenza artificiale nelle menti delle nuove generazioni? Nei prossimi anni resterà un simpatico signore vestito di rosso, o si trasformerà in un tecnologico robot aiutato da droni?
Che fine farà il buon vecchio Rudolf?

Ogni generazione ha vissuto il proprio attaccamento al Natale in un modo diverso, ma la magia di questa giornata l’ha sempre caratterizzata. Ricordiamo con affetto il momento in cui ognuno di noi prendeva in mano la propria penna blu (o nera), per scrivere a Babbo Natale.

Venivano scritti i propri desideri, i giocattoli più attesi. Chi aveva un po’ di creatività si improvvisava in descrizioni dettagliatissime sui colori, i modelli, la fonte da cui avevano appreso dell’esistenza di quell’oggetto. Scrivere la lettera a Babbo Natale era un impegno, ci si prendeva del tempo per farlo, così come per preparare il latte caldo e i biscotti da fargli trovare sul tavolo, o fuori dalla finestra.

Cosa succederà nei prossimi natali? I bambini e le bambine useranno ancora la biro blu per scrivere a Babbo Natale? O invieranno una mail? E i biscotti verranno sostituiti da piatti pronti fatti recapitare a casa da un servizio di cibo d’asporto?

Volevamo lasciarvi con questa riflessione, un po’ banale, un po’ simpatica, per farvi capire come questo importante strumento, con il tempo, modificherà anche i nostri immaginari e i nostri modi di vivere le tradizioni più radicate.

Fino a dove si spingerà l’intelligenza artificiale all’interno delle nostre vite? Non ci resta che aspettare, ma senza rimanere passivi ad osservare, inserendoci in questo cambiamento e acquisendo il maggior numero di informazioni per stare nel cambiamento senza farsi travolgere.

Questo è quello che vi auguriamo per il nuovo anno. Buon 2019.

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