Intelligenza artificiale e pensiero razionale

Intelligenza artificiale e pensiero razionale

L’irrinunciabile

 

Cosa riteniamo essere irrinunciabile nell’era dell’ intelligenza artificiale? Questa la domanda con cui abbiamo chiuso l’articolo della scorsa settimana.

Facciamo un passo indietro: rinunciare. Se cerchiamo questa parola sul dizionario, la definizione che troviamo è “abbandono volontario di un bene”. Per porre la domanda con altre parole, a cosa non siamo disposti a rinunciare?

Durante lo sviluppo industriale e tecnologico che la nostra umanità ha percorso e sta continuando a percorrere, l’essere umano ha rinunciato ad alcuni strumenti ritenuti prima irrinunciabili. Ad esempio ha abbandonato la macchina da scrivere, non ha più utilizzato il telegrafo, le cabine telefoniche sono scomparse, i giochi in scatola sono stati sostituiti dai video game. Erano tutte cose irrinunciabili,  abbandonate e rimpiazzate da nuove cose inimmaginabili. Oggi per ognuno di noi è irrinunciabile il proprio smartphone. Questo è il primo oggetto che viene in mente.

L’irrinunciabile ha in sé l’intelligenza artificiale, essa stessa è diventata irrinunciabile. Nel vocabolario etimologico, leggiamo anche che rinunciare ha avuto un uso arcaico, con il significato di annunciare. L’atto di rinuncia era ufficializzato attraverso l’annuncio di questa volontà. Oggi siamo in grado di scegliere volontariamente a cosa rinunciare? La grande disputa tra libero arbitrio e volontà divina si è trasformata in lotta tra libero arbitrio e condizionamento sociale. Condizionamento social, ovvero indotto dai social. Quanti di noi sono influenzati nel prendere decisioni da cosa pensa la maggioranza? Dai like che ha o non ha un post, dalle condivisioni e dai “partecipa” che si inseriscono su un evento online, da una bacheca virtuale sulla quale noi decidiamo cosa scrivere e cosa no.

Il pensiero

 

Secondo noi, la cosa veramente irrinunciabile per un essere umano dovrebbe essere l’utilizzo al suo massimo potenziale dell’unica cosa che lo differenzia dagli animali e che lo fa essere superiore alle macchine: il pensiero.

La tecnologia ci sta abituando a svolgere per noi molte azioni, ne rende possibili tante altre che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili, basti pensare a tutte le modalità di comunicazione sorte nell’ultimo ventennio, ma sta limitando alcune delle nostre potenzialità. Ad esempio la nostra capacità di concentrazione, di problem solving, di memorizzazione, tutte attività che hanno da sempre caratterizzato l’essere umano.

Quanti numeri di telefono ricordate a memoria? Quanti sono i compleanni di cui vi sareste dimenticati senza l’alert sul vostro telefonino? Quante strade, vie, piazze, linee del bus, non sapreste trovare senza l’uso di applicazioni con geolocalizzatore? Etc. etc. etc.

Un bene a cui non siamo disposti a rinunciare è il nostro cervello, non dimentichiamoci che è questa la macchina più potente che ci sia, almeno per ora. E poi, a cosa non siamo disposti a rinunciare?

Continuate a seguirci, ogni venerdì un nuovo pezzo, iscriviti alla newsletter. Ti manderemo un avviso appena ci sarà la nuova pubblicazione!

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.