L’ intelligenza artificiale e la trasmissione del sapere

L’ intelligenza artificiale e la trasmissione del sapere

L’assenza di tradizione

 

L’ intelligenza artificiale ha cambiato il nostro rapporto con il sapere.

L’essere umano è caratterizzato dalla capacità di tramandare. Sin dalle sue origini, ancora prima che comparisse la scrittura, l’essere umano si occupava di trasmettere sapere. Ci si riuniva, si raccontavano i miti, le storie degli antenati, le leggende popolari. Così facendo si creava una comune identità che caratterizzava quel popolo in quanto portatore della stessa storia, della sua tradizione.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato del fatto che il Cyborg sia un soggetto/oggetto privo di origini, senza un passato tradizionale cui attingere la propria identità.

L’insieme di questi due fattori ci ha fatto pensare all’oggi. Cosa succede oggi? La globalizzazione ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere, e la digitalizzazione ha aggiunto non poche novità sul modo in cui tramandiamo la storia, il sapere, e la cultura più in generale.

La nostra società non è più una società “face-to-face”, definizione data da M. Finley in riferimento alla società greca delle origini, è molto più complessa. Possiamo dire che oggi la società è facebook-to-facebook. Non solo la globalizzazione rende le identità molto più fluide e i confini quasi inesistenti, ma la digitalizzazione rende la comunicazione e il trasferimento del sapere molto più fluido, manipolabile: accessibile e pericoloso allo stesso tempo.

Il mondo dei social ha sostituito il mondo reale, il confronto, il dibattito, avviene solo su questi mezzi. Si parla davanti a uno schermo, non si sa chi c’è dall’altra parte, dove arriverà un dato messaggio, come sarà utilizzato. Spesso si parla con delle chatbot, nemmeno con persone reali.

I robot non hanno origini, non hanno storia, non conoscono la storia. Hanno degli storici inseriti dagli esseri umani, degli archivi di dati selezionati e scelti per loro. Noi umani abbiamo accesso a un’infinità di dati, di informazioni. Chiunque può accedere a internet, creare un sito, divulgare le informazioni che vuole, anche false, e manipolare la conoscenza.

Siamo immersi in un mondo di cambiamenti. Da un lato siamo il frutto della fusione di culture diverse, in ognuno di noi c’è una co-esistenza di culture, dall’altro siamo il frutto dell’assenza di una trasmissione corretta del sapere.

In una realtà come quella di oggi, risulta fondamentale sapersi orientare, muovere nel mondo, discernere ciò che è vero da ciò che è falso. Farlo risulta sempre più complesso e porta a delle conseguenze devastanti. Abbiamo tra le mani il mezzo più potente di sempre, il che può essere un enorme vantaggio o l’inizio della nostra fine.

Ci troviamo in un momento storico molto complesso, in cui forse ci viene proprio richiesto di creare delle nuove origini, origini condivise, multiculturali, prive di confini, e integrate con il mondo digitale. Serve una cultura 4.0. Da dove partire?

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