Femminismo e intelligenza artificiale, la figura del cyborg – MIPU

Femminismo e intelligenza artificiale, la figura del cyborg – MIPU

Un manifesto per Cyborg

 

Esiste un trait d’union tra esseri umani e tecnologia, esiste la figura del cyborg. Il femminismo se ne è occupato a partire dagli anni ‘90, poiché fare i conti con la tecnologia è diventato, da quel momento in poi, necessario per comprendere la realtà sociale che ci circonda.

L’essere umano non può evitarlo, è lo strumento potenzialmente più pericoloso e allo stesso tempo più utile di cui l’umanità abbia mai disposto. Come relazionarsi all’intelligenza artificiale?

Parafrasando Donna J. Haraway, possiamo dire che il Cyborg rappresenta il nesso tra “realtà sociale” e “fantasia”. Il cyborg ha in sé ciò su cui l’uomo ha sempre fantasticato: indistruttibile, forte, potente. Queste caratteristiche vengono inserite nella realtà in cui ci muoviamo, in cui conosciamo il mondo, in cui creiamo relazioni, in cui sviluppiamo le nostre vite. “Fantasia” e “realtà sociale” sono entrambi elementi fondamentali per ogni trasformazione storica. La fantasia dava adito a un’idea, l’idea a un’ideologia, l’ideologia a uno scontro, lo scontro a una rivolta, la rivolta a un cambiamento. Oggi tutto questo avviene troppo velocemente, o forse non avviene più perché si arresta al mondo dei social, ma anche qui entra in gioco l’intelligenza artificiale.

 

La politica si fa sui social

 

Le opinioni si creano e si scambiano sui social, le battaglie politiche si fanno con petizioni, raccolte di firme, “like” messi a casaccio sui post dei nostri follower. Questo è il nuovo lessico a cui siamo abituati, creato a partire dalla fantasia di chi ha voluto credere di poter cambiare il mondo con questi nuovi strumenti.

Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale di cui nessuno conosce la reale portata. Un Cyborg non ha una storia dietro di sé, non ha una tradizione da tramandare, non ha un mito a cui ricondurre la propria nascita. Il cyborg è in un vuoto culturale che non da’ direzioni etiche o morali ai suoi comportamenti. Avere a che fare con i cyborg, secondo quanto scrive Donna J. Haraway, “Significa costruire e distruggere allo stesso tempo macchine, identità, categorie, relazioni, storie spaziali”. Significa ridefinire tutto ciò che si collega alla politica, ridefinirne il lessico, gli orizzonti, i mezzi,i soggetti e gli oggetti che vogliono esserne coinvolti.
Il Cyborg è diventato un nuovo soggetto politico? E’ una figura di cui tenere conto nel momento in cui si elabora una nuova teoria politica per la nostra realtà sociale? O va lasciata nella nostra fantasia?

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