MIPU e i mondiali di calcio – domenica la finale!

MIPU e i mondiali di calcio – domenica la finale!

Variabile umana e algoritmo

 

Si avvicina la finale. Sabato e domenica le squadre scenderanno in campo giocando le finali, sia per il terzo e il quarto posto, sia per decretare il vincitore. MIPU ha seguito con molta attenzione questo mondiale, soprattutto per il fatto che, qualche giorno prima dell’avvio, uno studio tedesco ha indicato i possibili turni con le relative squadre. Un algoritmo ha provato a prevedere come sarebbero andate le partite dagli ottavi di finale in poi.
Ecco il primo errore: l’incalcolabile e l’imprevedibile uscita della Germania molto prima di quanto previsto.

A che punto siamo oggi?
Abbiamo avuto 4 squadre per le semifinali: Francia, Belgio, Croazia, Inghilterra.
L’algoritmo prevedeva che in semifinale ci arrivassero Francia, Brasile, Spagna e Germania. Cosa non ha funzionato?

La Germania, campione in carica, era stata data come favorita anche per questo campionato mondiale; il Brasile è una squadra che ha ben 5 mondiali alle spalle da vincitrice; la Spagna ha vinto il mondiale 2010; la Francia pare essere stata l’unica squadra a non aver deluso le aspettative di tifosi e intelligenza artificiale.

Se l’Italia si fosse qualificata, forse, sarebbe stata indicata anche lei come possibile finalista, poiché anche la nostra squadra vanta la vittoria di ben 4 mondiali, di cui 1 nello scorso decennio. Tuttavia questo mondiale ha stupito. Ha lasciato tutti a bocca aperta. Italia non qualificata, Germania eliminata durante la prima fase a gironi, Brasile eliminato dal Belgio, Argentina eliminata dalla Francia, Spagna dalla Russia. E… la Croazia in finale!

 

La questione della novità

 

Una squadra che non ha mai vinto un campionato del mondo, e che per la prima volta nella storia della sua nazione arriva in finale. Nel ‘98 riuscì ad arrivare terza e nel ‘62 la Jugoslavia si classificò quarta. Ma mai nella sua storia riuscì ad arrivare a questo traguardo. Come poteva prevederlo un algoritmo?

Questa è la questione più complicata da affrontare: la novità. L’intelligenza artificiale, gli algoritmi con cui viene programmata, partono dallo studio e dall’analisi di dati che vengono inseriti sulla base di un trend ancorato al passato. L’umanità invece si muove in un’altra direzione. Rischia spesso di rimanere ancorata al passato, ma cerca di andare avanti. I mondiali 2018 hanno rappresentato una novità senza precedenti. Ogni previsione è saltata. Molte delle squadre più improbabili si sono qualificate e ce l’hanno fatta ad andare oltre ogni aspettativa. Come il Panama, che nella partita contro l’Inghilterra, pur perdendo 6-1, ha messo in rete il suo primo gol nella storia dei mondiali. Nessuno avrebbe potuto prevederlo.

Questi mondiali sono stati spiazzanti per tutti. Sicuramente l’algoritmo è stato programmato nel modo più accurato possibile incrociando i dati più rilevanti. Ma il calcio, come la vita, non sempre può essere ricondotto a un incrocio di dati, spesso entrano in gioco variabili che uno strumento ancorato al passato non può prevedere.

Quello dell’ancoraggio è uno dei bias più diffusi, con cui le comunità di programmazione cercano di fare i conti: come è possibile superarlo e fare in modo che si introduca, nella programmazione, come nella vita, la variabile della novità?

 

Continuate a seguirci per approfondire la questione.

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