MIPU e i mondiali di calcio – Algoritmo vs variabile umana

MIPU e i mondiali di calcio – Algoritmo vs variabile umana

Cosa ci ha insegnato l’uscita della Germania dai mondiali?

 

Il 12 Giugno, su Repubblica.it, troviamo un articolo che ci parla di un esperimento condotto da alcuni ricercatori della Technical University di Dortmund. L’équipe di ricercatori ha lavorato a un algoritmo in grado di prevedere l’intero svolgimento dei mondiali di calcio, a partire dagli ottavi di finale.
MIPU ha iniziato a seguire il mondiale. Oltre che per l’interesse di questa manifestazione sportiva, volevamo verificare la veridicità del risultato di questo esperimento. L’algoritmo è stato costruito a partire da una tecnica ben precisa che permette di simulare tutti i risultati possibili a partire dalla considerazione di tutte le variabili messe in campo. Tuttavia esiste una variabile così particolare e imprevedibile da non poter essere tenuta in considerazione: quella umana.

L’esperimento ha messo in luce due problemi fondamentali:

  • ha evidenziato come chi lo conduce possa influenzare il risultato a partire dai propri BIAS;
  • ha posto una questione molto importante circa l’applicazione di questi strumenti agli ambiti relativi alle scienze umane e, in questo particolare caso, allo sport.

 

Secondo l’algoritmo la finale di questo campionato mondiale avrebbe dovuto essere: Brasile-Germania, con semifinali Germania-Spagna e Brasile-Francia. La vittoria della Germania era data al 64%.

immagine tratta da: Repubblica.it

La probabilità di superare gli ottavi era più alta per la Spagna rispetto a quella della Germania, ma se la Germania fosse riuscita a superarli – dice l’articolo – allora la simulazione l’avrebbe indicata come favorita.
Peccato che la Germania non è arrivata nemmeno agli ottavi e che, dopo una clamorosa sconfitta per 2-0 contro la Corea del sud, sia stata eliminata durante la prima fase a gironi.

 

Quali variabili sono state considerate?

 

Le variabili calcolate per la costruzione di questo algoritmo sono state relative all’economia della nazione, al peso demografico, all’età dei giocatori, al numero di Champions giocate, all’età dell’allenatore, ai gol segnati per calciatore convocato, etc.. tutti i fattori che si possono misurare per calcolare le variabili caratterizzanti una squadra di calcio.

Esiste tuttavia una variabile non calcolabile: il fatto che la palla sia tonda, che ruoti e rimbalzi senza controllo, tanto da permettere alla Corea del Sud di approfittare di un rimpallo per attraversare la metà campo avversaria e chiudere la partita con un gol a porta completamente vuota. Chi poteva prevedere che il portiere della Germania avrebbe abbandonato la porta, passato gli ultimi 5 minuti della partita nell’area di rigore avversaria, e tentato il tutto per tutto, mentre la Corea, quasi indisturbata, segnava il secondo gol della partita?

Nessuno. Né i tifosi, né un algoritmo. I ricercatori questo lo sapevano bene, non hanno dato per certo che il loro algoritmo fosse giusto, ci hanno solo provato. Ma la Germania è uscita dai mondiali, e questo ci ha insegnato che non siamo ancora pronti (e che forse questo non è possibile) ad applicare la scienza degli algoritmi alla variabile del comportamento umano.

Voi cosa ne pensate?
Vi aspettavate l’eliminazione della Germania?
Lasciate un commento!

 

Continuate a seguirci per approfondire la questione.

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