Intelligenza Artificiale e Bias – L’ancoraggio al passato

Intelligenza Artificiale e Bias – L’ancoraggio al passato

Come creare qualcosa di nuovo?

 

Quando dobbiamo fare una ricerca, di qualsiasi tipo, la prima azione che facciamo è digitare sul nostro pc l’argomento di cui dobbiamo trattare. Molti di noi come prima cosa vanno alla ricerca di una definizione o dell’etimologia della parola su cui dobbiamo indagare. Il nostro cervello è irrimediabilmente attaccato al passato. A quello che è stato detto e fatto prima di noi. Abbiamo appreso così: basandoci sull’esperienza, sulle azioni passate. L’intelligenza artificiale ci permette di allontanarci da questo schema. Potenzialmente potremmo creare qualcosa di completamente nuovo, una realtà, una società, una forma di governo infallibili, che rispettino i parametri di un algoritmo, portando a termine in maniera impeccabile un dato processo.

Gli algoritmi però sono programmati da esseri umani, i quali a loro volta restano inevitabilmente legati al passato. Come uscirne?

L’iperuranio

Nella Repubblica di Platone viene raccontata una storia, conosciuta come “il mito di Er”. Platone utilizza questa storia per spiegare ai lettori come ognuno di noi sia padrone del proprio destino. Quello che viene appreso leggendola è che, secondo quanto scritto, al termine della nostra vita, ci si troverà in un posto magnifico: l’iperuranio. Qui si verrà a conoscenza della verità. Ogni domanda, ogni dubbio che abbiamo avuto durante la nostra esistenza, troverà una risposta. In questo stato di piena coscienza – semplificando – sceglieremo in quale nuova creatura porre la nostra anima. Dopodiché verremo immersi nell’acqua del fiume Lete che ci farà dimenticare ogni cosa, e la nostra anima tornerà sulla terra, nella forma scelta.

 

 

Noi ci stiamo avvicinando all’iperuranio. L’intelligenza artificiale permetterà a molti dei nostri problemi di trovare una soluzione, di aumentare la nostra coscienza e consapevolezza sui processi che determinano le nostre vite. Tuttavia, necessiteremmo di un bagno nel fiume Lete, poiché solo dimenticando tutto quello che abbiamo appreso potremmo dar vita a nuove strutture sociali mai pensate prima.

Tornando alla realtà, e prendendo atto del fatto che il fiume Lete non esiste, e che probabilmente non sarebbe così produttivo scordare ogni cosa, proviamo a pensare a come avere idee originali. Soprattutto oggi, nel mondo in cui tutto è già stato creato e tutto sembra essere già stato detto.

Noi siamo convinti del fatto che per creare un pensiero divergente, innovativo e originale, sia necessario lasciarsi toccare e coinvolgere dalle diversità. Crediamo fortemente che sia indispensabile creare gruppi di lavoro in cui la diversità di competenze, titoli di studio, identità, culture, età, etc., possa portare a un confronto costruttivo. Solo così sarà possibile raccogliere le diverse problematiche che affliggono la vita di ognuno e spingersi verso la produzione di soluzioni.

L’intelligenza artificiale ci permette di farlo. Cosa ci ferma?

 

Continuate a seguirci per approfondire la questione.

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