Intelligenza Artificiale e Giustizia

Intelligenza Artificiale e Giustizia

Come orientarsi?

 

Trasimaco e gli altri invitati parlano di giustizia. Siamo tra il V e il IV secolo a.C., l’opera di riferimento è la Repubblica di Platone. Per Trasimaco la giustizia coincide con l’interesse del più forte. Chi ha il potere fa le leggi, e decide cosa è giusto. Per il nostro autore, invece, la giustizia si esprime attraverso l’armonia tra le parti. Una città è giusta quando ogni parte esegue il suo compito, se ogni uomo segue la virtù cui è più incline. Se è saggio dovrà pensare al governo, se è coraggioso alla difesa della città, se è temperante al suo sostentamento. Ognuno deve rispettare il suo ruolo, se questo accade, allora la città è armonica, ordinata e giusta.

Saltiamo ora di qualche secolo e arriviamo a noi, il mondo 4.0.

I termini con i quali si sono costruite le diverse teorie sulla giustizia sono stati sempre gli stessi. Si è parlato di essere umano, di Dio, di governo, di concetti astratti quali libertà, partecipazione, integrazione, etc… Si mettevano insieme, si shakeravano, e improvvisamente davano vita a una qualche teoria più o meno universale su cosa corrispondesse al concetto di giustizia. Si sono alternati coloro che la vedevano come un concetto universale, relativo, declinato dall’uomo o tramandato dalla tradizione religiosa. Il discorso si è sempre mosso all’interno di questi confini. Cosa succede oggi? Oggi si è inserito un nuovo termine che modifica radicalmente tutto quanto: l’Intelligenza Artificiale. E così per parlare di giustizia non si può fare riferimento solo all’essere umano, alla politica, alla religione, ma l’Intelligenza Artificiale deve dialogare con queste parti per cercare di capire come giungere ad una nuova definizione.

Come si possono programmare le macchine secondo giustizia?

Prendiamo l’esempio più banale che muove problemi etici non indifferenti. L’auto con guidatore automatico. Cosa insegniamo all’auto? A tutelare il benessere dei propri passeggeri a qualunque costo? A rispettare il codice della strada anche se in qualche situazione potrebbe mettere in serio pericolo l’equipaggio? A salvaguardare i pedoni a discapito del resto? Come decidiamo per la macchina cosa è giusto? Chi può deciderlo? Servirebbe un calcolo di tutte le possibili varianti, bisognerebbe insegnare all’auto cosa fare in ogni situazione, ma comunque, anche così, cosa farà la macchina se si trova nella situazione per cui o investe un pedone, o salva il passeggero?

 

Immagine presa da: www.popsci.it

 

E’ giusto condividere ogni secondo sui nostri social? Controllare l’ultimo accesso del nostro partner o della nostra partner per cercare di avere maggiori informazioni circa le sue giornate? Chi di noi non l’ha mai fatto? E’ giusto avere un accesso incontrollato ad ogni tipo di informazione? E’ corretto non avere una guida orientativa che possa aiutare a capire cosa succede nel mondo virtuale? E’ auspicabile che un bambino di 2 anni abbia come migliore amico un iPad? Sono tutte domande lecite che bisogna porsi per interrogare questo nuovo mondo 4.0.
Come trovare una soluzione a tutto questo noi non lo sappiamo. Porsi queste domande è oggi una necessità più che un divertissement. Relegare i robot a un futuro lontano che mai riusciremo a vedere non è certamente una considerazione attuale, le macchine vengono già utilizzate in milioni di modi, e lo smartphone è l’oggetto più desiderato, toccato, guardato e utilizzato del nostro millennio.

Come agire quindi? Continuate a seguirci per approfondire la questione.

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